Al Teatro Aretino, sabato 11 novembre
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Domenica 28 gennaio alle ore 16:30, al Centro Culturale Nostr@domus di Baveno, IO TI RACCONTO di Bobo Nigrone, Francesca Guglielmino e Silvia Elena Montagnini. Lo spettacolo affronta, nel contesto della storia locale e internazionale della Seconda Guerra Mondiale, la prima strage degli ebrei in Italia, avvenuta a Baveno nel settembre del 1943.
La dignità umana calpestata, il silenzio, l’indicibile, la strage, l’ingiustizia del processo, rivelano una storia poco conosciuta, attraverso un linguaggio scarno, poetico, a volte ironico. La follia dell’uomo e della sopraffazione nei confronti degli altri uomini e il disprezzo della diversità sono temi che parlano anche della contemporaneità e assistere a questo spettacolo è per i ragazzi occasione di riflessione su contenuti fondamentali per l’educazione alla cittadinanza e per l’accettazione dell’altro.
Martedì 6 e mercoledì 7 febbraio a Novara e giovedì 8 ad Asti, un racconto per parole, voci e immagini di e con Simone Cristicchi, dall’emblematico titolo ESODO.
Al Porto Vecchio di Trieste c’è un “luogo della memoria” particolarmente toccante: il Magazzino n. 18. Racconta di una pagina dolorosa della storia d’Italia, di una complessa vicenda del nostro Novecento mai abbastanza conosciuta, e se possibile resa ancora più straziante dal fatto che la sua memoria è stata affidata non a un imponente monumento ma a tante, piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità. Nel porto vecchio di Trieste, il Magazzino N.18 conserva sedie, armadi, materassi, letti e stoviglie, fotografie, giocattoli, ogni bene comune nello scorrere di tante vite interrotte dalla storia, e dall’Esodo: con il Trattato di Pace del 1947 l’Italia perse vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e circa 300 mila persone scelsero – davanti a una situazione dolorosa e complessa – di lasciare le loro terre natali destinate a non essere più italiane. Non è difficile immaginare quale fosse il loro stato d’animo, con quale e quanta sofferenza intere famiglie impacchettarono le loro cose lasciandosi alle spalle le case, le città, le radici. Davanti a loro difficoltà, paura, insicurezza, e tanta nostalgia.

“Non voglio che le persone pensino che è stato possibile che i nazisti abbiano ucciso milioni di persone e poi l’abbiano fatta franca. Ma io voglio giustizia, non vendetta” (Simon Wiesenthal). Dopo le prime date in Circuito tra Mondovì, Oleggio e Venaria, Remo Girone torna in Piemonte con IL CACCIATORE DI NAZISTI (il 27 febbraio a Ciriè e il giorno successivo a Carignano), dedicato all’avventurosa vita dell’ingegnere e scrittore di religione ebraica.
A cavallo tra un avvincente thriller di spionaggio e l’indagine storica, rivissuta con umana partecipazione e un tocco di caustico umorismo ebraico, Il cacciatore di nazisti racconta la storia di Simon Wiesenthal, che dopo essere sopravvissuto a cinque diversi campi di sterminio dedica il resto della sua esistenza a dare la caccia ai responsabili dell’Olocausto. Lo spettacolo si apre nel 2003, in quello che idealmente è l’ultimo giorno di lavoro di Wiesenthal al Centro di documentazione ebraica da lui fondato: prima di andare in pensione, l’uomo ripercorre per ellissi ed episodi emblematici 58 anni di inseguimento dei criminali di guerra nazisti, responsabili della morte di più di 11 milioni di persone, di cui 6 milioni di ebrei.
Dal 24 al 27 gennaio presso la Galleria Subalpina di Torino alle ore 19 lo spettacolo Passage – “Conversazione con alcuni posteri”
Passage è lo spettacolo itinerante ideato e diretto da Sergio Ariotti ispirato a “I «passages» di Parigi” di Walter Benjamin, l’opera più geniale del filosofo, affascinante espressione di quella continua proliferazione dei materiali e infinita esplorazione del reale storico che è una delle chiavi di lettura della modernità.
Proveniente da Colonia e in fuga dall’incubo nazista, Walter Benjamin giunge a Parigi il 18 marzo 1933. Non tornerà più in Germania. Concluderà suicida la sua vita di esiliato a Port Bou in Spagna, nel 1940. Quando scende dal treno nella capitale francese a pochi giorni dalla nefasta vittoria elettorale di Hitler del 5 marzo 1933 Benjamin ha 41 anni. Parigi è la città europea che, dopo Berlino, ama di più; la considera la vera capitale del ventesimo secolo. Ai passages parigini dedica la sua opera più geniale, I “passages” di Parigi appunto che rivivono con questo spettacolo nel cuore di Torino.
Al Teatro Aretino, sabato 11 novembre
Corso di formazione per educatori dei servizi per l’infanzia, docenti (dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado) e artisti.