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Nato nel 1928 in Spagna e scomparso nel 2013, Fadini è stato critico e organizzatore di estrema rilevanza per il teatro italiano del secondo Novecento. La sua sfaccettata vicenda torna così al centro di un convegno di studi a lui interamente dedicato: Edoardo Fadini, il lungo viaggio dentro l’avanguardia, un progetto dell’Unione culturale Franco Antonicelli, a cura di Claudio Panella, Giuliana Pititu e Matteo Tamborrino del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino. L’iniziativa – realizzata in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo, Pratici e vaporosi e Fondazione Polo del ‘900 e con il contributo della Direzione generale Biblioteche e istituti culturali del Ministero della Cultura – è patrocinata dalla Città di Torino e dall’AGIS Piemonte e Valle d’Aosta.
La due-giorni di relazioni e tavole rotonde si focalizza appunto su uno dei maggiori highlander della vita culturale torinese: una personalità che ha saputo imprimere significativo cambiamento alla pratica performativa e alla sua promozione. Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, peraltro, Fadini insegna al DAMS di Torino.
Riavvolgendo il nastro sugli anni Sessanta, Fadini è responsabile della pagina torinese degli spettacoli de «l’Unità» fra il 1965 e il 1969 e scrive negli stessi anni anche su «Rinascita». In questo stesso periodo è vice-presidente dell’Unione culturale Franco Antonicelli nonché a lungo responsabile per l’associazione della programmazione del settore teatro e cinema. Fonda nel 1967, insieme a Giuseppe Bartolucci ed Ettore Capriolo, la rivista «Teatro», mentre nel 1973 il mensile «Fuoricampo». Ancora nel 1967, è fra i promotori del cruciale Convegno per un Nuovo Teatro di Ivrea. Nel 1969, con Gian Renzo Morteo, progetta e coordina la stagione di decentramento del Teatro Stabile di Torino. Crea, infine, nel 1975, sempre a Torino, il Cabaret Voltaire, ospitando i fermenti più interessanti del teatro di ricerca italiano e internazionale: per circa un ventennio questo diventa il fulcro della sua attività di programmazione e produzione teatrale.

Si parte martedì 9 dicembre alle ore 14 al Polo del ‘900 di corso Valdocco 4/A, con una prima ricognizione di taglio storiografico e analitico, grazie agli interventi di Simona Brunetti (Università di Verona), Gerardo Guccini (Università di Bologna), Gigi Livio (Università di Torino), Lorenzo Mango (Università di Napoli “L’Orientale”) e Annalisa Sacchi (Università IUAV di Venezia). A seguire, la presentazione del volume La scena (in) centrifuga. Storie, esperienze e politiche teatrali in Piemonte, recentemente curato da Matteo Tamborrino (assegnista di ricerca presso StudiUm) per i tipi di Accademia University Press: tra i focus della collettanea, il tema della distribuzione e della programmazione teatrale, pratica che il Circuito regionale multidisciplinare (partner primario dell’iniziativa) ha in qualche modo “ereditato” dall’indefessa azione sul territorio di Fadini (e di altri grandi animatori culturali piemontesi). Nel ruolo di discussant, Marta Valsania di AGIS. Chiude il pomeriggio, un talk con ospiti alcuni testimoni (oltre a Susanna Fadini, anche Roberto Alonge, Valeriano Gialli, Nello Rassu e Daniela Trunfio), guidato da Sergio Ariotti.
I lavori riprenderanno la mattina successiva, mercoledì 10 dicembre, dalle ore 9, presso la Sala Principi d’Acaja del Palazzo del Rettorato (via Po 17, Torino): un nuovo panel di studi, moderato da Federica Mazzocchi (Università di Torino), con i contributi di Donatella Orecchia (Università di Roma “Tor Vergata”), Franco Perrelli (Università di Bari), Armando Petrini (Università di Torino) ed Enrico Pitozzi (Università di Bologna). Chiude il convegno la tavola rotonda #Archivi, alla presenza di Elena Testa dell’Archivio del Cinema d’Impresa di Ivrea e dei co-curatori Claudio Panella e Giuliana Pititu, quest’ultima attualmente impegnata in una ricerca dottorale proprio su Edoardo Fadini.