Corto Circuito: interferenze virtuose fra scena e territorio

Spazi abitati, compagnie emergenti, scena contemporanea: un altro asse del Circuito piemontese

Punti di Vista

calendar icon15 December 2025
Uno sguardo sul progetto Corto Circuito attraverso le parole del suo curatore, Davide Barbato, programmatore per Fondazione Piemonte dal Vivo.
Rigenerazione, riequilibrio, rinascita

Corto Circuito sostiene compagnie e spazi rigenerati di aggregazione sociale, favorendo lo sviluppo culturale mediante pratiche contemporanee e processi partecipativi, con un totale di circa 180 repliche a stagione. Grazie a Corto Circuito le arti performative si diffondono ancor più capillarmente nelle province del Piemonte, in ottica di riequilibrio territoriale.


Come riportato nell’Appendice 3 di M. Tamborrino (a cura di), La scena (in) centrifuga. Storie, esperienze e politiche teatrali in Piemonte, Accademia University Press, Torino 2025, pp. 166-168, il riequilibrio territoriale è così definito a livello normativo [*]:
LEGGE 22 novembre 2017, n. 175 (“Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia”), art. 4
L’intervento pubblico a sostegno delle attività di spettacolo favorisce e promuove, in particolare:
a) la qualità dell’offerta, la pluralità delle espressioni artistiche, i progetti e i processi di lavoro a carattere innovativo, riconoscendo il confronto e la diversità come espressione della contemporaneità; […]
d) il teatro e altre forme dello spettacolo per ragazzi, incentivando la produzione qualificata e la ricerca;
e) l’accesso alla fruizione delle arti della scena, intese come opportunità di sviluppo culturale per tutti i cittadini, con particolare attenzione alle nuove generazioni di pubblico, fin dall’infanzia;
f) il riequilibrio territoriale e la diffusione nel Paese dell’offerta e della domanda delle attività di spettacolo, anche con riferimento alle aree geograficamente disagiate;
g) lo sviluppo di circuiti regionali di distribuzione, promozione e formazione tra i diversi soggetti e le strutture operanti nel settore dello spettacolo, anche con riferimento alle residenze artistiche, al fine di assicurare, anche in collaborazione con gli enti del terzo settore di cui alla legge 6 giugno 2016, n. 106, un’offerta di qualità su tutto il territorio nazionale e favorire la collaborazione con il sistema dell’istruzione scolastica di ogni ordine e grado;
h) la diffusione dello spettacolo italiano all’estero e i processi di internazionalizzazione, in particolare in ambito europeo, attraverso iniziative di coproduzione artistica, collaborazione e scambio, prevedendo forme di partenariato culturale, anche attraverso gli organismi preposti alla promozione all’estero, e favorendo la circolazione delle opere con specifico riguardo alle produzioni di giovani artisti;
i) la trasmissione dei saperi, la formazione professionale e il ricambio generazionale, al fine di valorizzare il potenziale creativo dei nuovi talenti; […]
n) le attività di spettacolo realizzate in luoghi di particolare interesse culturale, tali da consentire una reciproca azione di valorizzazione tra il luogo e l’attività;
o) le modalità di collaborazione tra Stato ed enti locali per l’individuazione di immobili pubblici non utilizzati o che versino in stato di abbandono o di degrado o di beni confiscati da concedere, nel rispetto di quanto previsto dalle disposizioni vigenti in ordine all’utilizzazione, alla valorizzazione e al trasferimento dei beni immobili pubblici, per le attività di cui al comma 2.
[*] Per approfondire il tema cfr. almeno S. Pisano, Riequilibri(sm)o territoriale, in Le politiche per lo spettacolo dal vivo tra Stato e Regioni, a cura di M. Caporale, D. Donati, M. Gallina, F. Panozzo, Franco Angeli, Milano 2023, pp. 27-31.

Per il triennio 2025-2027 sono in tutto 20 le realtà di promozione teatrale coinvolte, attive in 26 comuni di cui 14 piccoli borghi: A.M.A. Factory (con attività a Torino), Cabiria Teatro (Novara), Commedia Community (Arquata Scrivia e Gavi), Compagni di Viaggio e Macapà (Fiano e Lanzo Torinese), Fondazione Egri per la Danza (Canelli), Faber Teater (Casalborgone), Fools (Costigliole Saluzzo), La Finestra sul Lago (Baveno e Gozzano), Mastronauta (Omegna), Mulino ad Arte (Bene Vagienna), nòva (Novara), Officina Teatrale degli Anacoleti (Vercelli), Orizzonte (Monastero Bormida, Cortemilia e Spigno Monferrato), Progetto Cantoregi (Racconigi), Progetto Zoran (Pianezza), Reloaders (Vigliano Biellese), Sotterranea (Piedicavallo), Teatro delle Selve (San Maurizio d’Opaglio) e Tecnologia Filosofica (Chiaverano e Ivrea). Corto Circuito alimenta luoghi presso cui le compagnie possano sperimentare in modo continuativo, generando innovazione artistica e coesione sociale: l’arte performativa diventa così motore di rinascita, leva di cambiamento. 

Un Circuito del contemporaneo

Un’attenzione particolare è rivolta alla sperimentazione di linguaggi e alla nuova drammaturgia. In scena, dopo la pausa natalizia, i maggiori nomi della ricerca teatrale italiana (e non solo), a partire da Francesca Sarteanesi, che al suo Sergio – “frammento minuscolo di una vita qualsiasi” (a Pianezza il 22 gennaio e a San Maurizio d’Opaglio il giorno successivo) – unisce un laboratorio di scrittura creativa per la cittadinanza. Contemporaneamente, Kepler-452 (al secolo, Nicola Borghesi ed Enrico Baraldi)  propone al pubblico di Racconigi Album, uno spettacolo che parla di memoria, ricordi e alluvioni. La compagnia Sotterraneo fa tappa piemontese dapprima con Shakespearology (il 23 gennaio a Cuorgnè), poi per un DJ-Show pensato per far danzare le platee di Pianezza, Racconigi e Omegna (tra il 16 e il 18 aprile). Fra gli altri, tornano in regione anche Filippo Nigro (Canelli, 28 febbraio), il Teatro delle Ariette (Chiaverano, 17 gennaio; Lanzo Torinese, 31 gennaio) e Alessandro Benvenuti (Gavi, 19 febbraio; Vercelli, 20 febbraio).

Selezionati all’interno del progetto Fringe in Rete del Torino Fringe Festival  sono, poi, L’opera da 4 soldi di Massimiliano Loizzi (ironica variazione sull’opera di Brecht, in scena a Gavi il 7 marzo) e Cantanti con Luigi Bignone e Giuseppe Brunetti, a Fiano, 14 marzo. Sempre al Teatro Medici del Vascello, il 10 aprile, la Seconda classe di Controcanto, audiodescritta per la rassegna Teatro No Limits e selezionata come focus per l’edizione 2026 di Playtime. Esercizi per un futuro possibile , percorso di visione e approfondimento con le scuole secondarie del territorio; il giovane collettivo recupera inoltre dal proprio repertorio Sempre domenica, dopo il successo delle stagioni passate, l’11 aprile a Cuorgnè.

Sarà Marleen Scholten – attrice e co-fondatrice del collettivo olandese Wunderbaum – a garantire a Corto Circuito la sua quota internazionale: parzialmente basato sulla vera storia di Giovanni Cafaro (codista di professione), lo spettacolo – programmato nei pressi della Giornata mondiale del teatro, a Pianezza il 26 marzo e a Omegna il 29 – riflette sull’idea di fermarsi, di mettersi in fila, di aspettare. In un’ottica sempre multi- e trans-disciplinare viene intercettata anche la danza: il 27 marzo, per esempio, il palco di Racconigi ospita una replica dello Swan di Tardito/Rendina (inserito nel programma di We Speak Dance), preceduto da un talk realizzato in collaborazione con l’Università di Torino.

A chiudere la stagione sono infine – nella tarda primavera – da un lato Babilonia Teatri, a San Pietro in Vincoli (Torino) con Foresto per il cartellone di Fertili terreni teatro, il 7 e l’8 maggio (con interprete LIS), dall’altra Ilaria Drago nei panni di una Circe contemporanea (Chiaverano, 9 maggio).

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