ANGELO E MONTEVERDE

Nel momento di passaggio dalla vita alla non vita, Giulio Monteverde ripercorre le sue crisi umane ed artistiche attraverso il dialogo con una delle sue opere più celebri: l’Angelo Oneto.

Attraverso il racconto di un sogno che si fa più reale della realtà stessa (ispirato al testo di F. Pessoa “Il marinaio”), l’angelo, tramite tra l’umano e il trascendente, porta Monteverde alla consapevolezza. Alla fine, tutto ciò che era nato dal silenzio della veglia funebre ritorna silenzio.

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