Punti di Vista
«I principi della progettazione universale, o design for all, declinati originariamente per un’applicazione in ambito architettonico, si sono diffusi in modo capillare e crescente dall’inizio del secolo, contribuendo fortemente alla ridefinizione dei concetti di disabilità e di accessibilità. Quel for all, o per tutti, è ormai onnipresente nelle denominazioni o descrizioni di progetti, spazi professionali o culturali, eventi. Al punto che il concetto stesso di per tutti sembra essersi diluito talmente tanto da aver perso valore. […] [Possiamo] dire che le due grandi limitazioni di questo concetto, così come delle visioni improntate alle teorie del design for all, sono due. In primo luogo, risulta materialmente impossibile, se non concepire, senz’altro sviluppare e mettere in funzione un servizio o un luogo che sia realmente per tutti, anche in virtù dell’espansione del concetto di disabilità registrata in questi anni. […] Secondariamente, creare qualcosa che sia realmente per tutti significa dare vita a un luogo, spazio o evento che possa soddisfare le esigenze di infinite tipologie di persone, ciascuna con le proprie specificità. […] È proprio in questo senso che si registra, oggi, un’evoluzione prospettica importante. Non basta più pensare per tutti, perché è evidente che non tutti abbiamo esigenze assimilabili o amalgamabili. […] [È] ora più che mai necessario guardare alla disabilità come il valore e le caratteristiche di ciascun individuo. […] È in questo senso che si registra un graduale e positivo movimento verso il design for each, in cui la diversità prende il posto della più generica inclusione, senza rinnegare l’enorme importanza del design for all come punto di partenza per quella che sembra essere di fatto una sua ulteriore e positiva declinazione». [*]
[*] Cfr. Elena Di Giovanni, Dal design for all al design for each: come sta cambiando la visione della disabilità, «Il Sole 24 Ore», 29 ottobre 2025.

Il panel propone un approfondimento sull’accessibilità digitale e sul ruolo delle nuove tecnologie nel rendere lo spettacolo e la cultura sempre più inclusivi. Verranno illustrati i principali riferimenti normativi europei, tra cui l’European Accessibility Act (EAA) – la direttiva europea che impone alle imprese di rendere accessibili un’ampia gamma di prodotti e servizi – e le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG), ovvero gli standard tecnici internazionali che definiscono come creare contenuti digitali accessibili. Saranno inoltre presentati strumenti e innovazioni nei settori audio, audiovisivo e linguistico, con particolare attenzione al contributo dell’Intelligenza Artificiale e all’uso del linguaggio semplificato per favorire la partecipazione di tutti. Un’occasione per comprendere come la tecnologia stia trasformando l’esperienza artistica in chiave accessibile e sostenibile.
L’intervento è parte di onLive Campus, nel quadro del Torino Film Industry, promosso da Film Commission Torino Piemonte dal 20 al 25 novembre 2025. Il progetto onLive, ideato da Piemonte dal Vivo già nel 2020, in pieno contesto emergenziale, sviluppa la traiettoria strategica della Fondazione dedicata al digitale e alle nuove tecnologie, osservandone rapporti e intersezioni con le arti performative e con lo spettacolo dal vivo, in un’ottica appunto di accessibilità.

Uno dei maggiori punti di atterraggio si rintraccia all’interno della programmazione nei Comuni del Piemonte, con la rassegna diffusa Teatro No Limits, giunta alla sua terza edizione. Da novembre 2025 ad aprile 2026, ben 13 titoli audiodescritti – tra prosa, danza e circo contemporaneo – per un totale di circa 40 repliche. Grazie alla collaborazione con il Centro Diego Fabbri di Forlì, Piemonte dal Vivo dissemina in tutte le province della regione – fino ai borghi più decentrati – un’occasione preziosa per consentire a persone con disabilità visiva (ma non solo) di fruire pienamente (o in maniera alternativa) degli spettacoli in cartellone, fornendo i dispositivi necessari alla piena accessibilità ad una pièce teatrale tramite un’audiodescrizione realizzata “in diretta”. In Piemonte, il progetto si avvale della collaborazione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Consiglio Regionale del Piemonte ETS, con il sostegno di Fondazione CRT.