VORREI UNA VOCE

Vorrei una voce

Uno spettacolo in forma di monologo costruito attraverso le canzoni di Mina cantate in playback. Il fulcro della drammaturgia è il sogno: perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé. Vorrei una voce è dedicato a coloro i quali hanno perso la capacità di farlo.

Quando mi arrivò la telefonata di Daniela Ursino con la proposta di fare un progetto teatrale con le detenute della Casa Circondariale di Messina ‘per farle rivivere, sognare ritrovando una femminilità perduta’, capii, dopo averle incontrate, che erano come me, o forse io ero come loro: non sognavamo più”.

Tindaro Granata

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