Con contributi di P. De Pasquale, E. Marchese, M. Spadaro e C. Vinella
Punti di Vista
La parola d’ordine della Fondazione Piemonte dal Vivo è “coinvolgere”.
Coinvolgere il pubblico con le suggestioni delle arti performative che si evolvono, che vivono di vita propria e segnano tendenze che dalla nostra regione spesso vengono poi esportate in altre parti della nazione. Il coinvolgimento è il cuore della missione di Piemonte dal Vivo: creare un dialogo continuo con il pubblico, un’esperienza che va oltre la semplice fruizione, per diventare parte integrante della vita culturale dei territori. Ma il coinvolgimento non è l’unica stella polare della nostra attività. Ci sono altre parole d’ordine che guidano il nostro operato: non dimenticare, insegnare, valorizzare e produrre. Non dimenticare significa custodire la memoria storica e culturale, rendendo omaggio alle nostre radici. Insegnare è il nostro impegno verso le nuove generazioni, educando attraverso l’arte e creando spazi di apprendimento e crescita. Valorizzare significa dare luce ai talenti locali, promuovendo la ricchezza artistica del Piemonte. Produrre è la nostra sfida: realizzare nuove opere, sostenere la creatività e l’innovazione. La stagione 2024/2025 della Fondazione Piemonte dal Vivo fiorisce da questi principi, promettendo di toccare tutti i territori, anche quelli più piccoli e remoti. Crediamo fermamente che dove le comunità non possono “andare verso la cultura” sia la cultura che deve andare verso le comunità. Portare l’arte in ogni angolo della regione, creando un tessuto culturale inclusivo e accessibile. In questa stagione, continueremo a coinvolgere, non dimenticare, insegnare, valorizzare e produrre, per costruire insieme un futuro culturale innovativo e condiviso.
Le proposte di ospitalità per la stagione 2024/2025, nonostante la diversità di territori e pubblici propri di ciascun Circuito, riflettono un percorso coerente e articolato. Questo percorso si basa sull’integrazione tra compagnie e attori artistici diversificati, accomunati dalla elevata qualità professionale delle proposte selezionate provenienti dall’eccellenza del panorama italiano ed europeo. Tra i partecipanti figurano soggetti riconosciuti come Teatri Nazionali e di Rilevante Interesse Culturale, centri e compagnie di produzione, organismi musicali, e compagnie di danza e circo di rinomanza nazionale e internazionale. Tutto ciò è accompagnato da una particolare attenzione al contemporaneo e all’interdisciplinarietà.
La programmazione del Circuito presenta dunque nella maggior parte delle piazze cartelloni integrati autenticamente multidisciplinari, con una proposta che contempla sistematicamente le discipline artistiche per sé e nelle loro contaminazioni, accompagnata da azioni di formazione in grado di avvicinare il pubblico alla comprensione dei nuovi linguaggi della creazione contemporanea, spesso trasversali alle diverse discipline delle performing arts e non di rado ibridati con i nuovi approcci digitali.
In virtù del mandato conferitole da Regione Piemonte, Socio Unico e Fondatore di Piemonte dal Vivo, la Fondazione coniuga con convinzione la promozione e la diffusione delle arti performative con politiche di sviluppo e valorizzazione territoriale, progettando le proprie azioni all’interno di un sistema di reti sempre più spesso intersettoriali, promuovendo con più forza relazioni con il mondo dell’educazione, dell’impresa e del welfare di prossimità, mettendo in atto ulteriori strategie partecipative di avvicinamento e ampliamento del pubblico.

Piemonte dal Vivo – Circuito Regionale Multidisciplinare, riconosciuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Piemonte – opera sull’intero territorio piemontese, in qualità di protagonista in ambito regionale per la diffusione e circuitazione della cultura teatrale, declinata nelle differenti dimensioni artistiche che abitano il palcoscenico. Obiettivo primario della Fondazione è diffondere nei teatri della regione – in collaborazione con gli enti locali – una variegata offerta di spettacolo dal vivo, realizzata dalle più qualificate compagnie regionali, nazionali e internazionali, contribuendo così alla formazione e all’incremento del pubblico, alla valorizzazione delle sedi di spettacolo e alla circuitazione/disseminazione di una proposta culturale capillare, vicina alle singole comunità. Una ricca costellazione multidisciplinare pensata su misura per i molti e diversificati pubblici del Piemonte.
Territorio è dunque la parola d’ordine della stagione teatrale 2024/2025: un territorio propriamente inteso come quel complesso di fattori «materiali e immateriali, pubblici e privati, cognitivi e relazionali» caratterizzanti la ricchezza di un luogo/comunità (R. Camagni, R. Capello, S. Cerisola, E. Panzera, Territorial Capital nexus: theory and empirics, «Il capitale culturale», Supplementi 11, 2020, p. 34). Tale sguardo si riflette anche nell’immagine-guida scelta per i nuovi cartelloni comunali, realizzata – per il terzo anno consecutivo – dall’illustratore, pittore e grafico alessandrino Riccardo Guasco.
Numerosi i filoni e le linee traversali che percorrono la programmazione artistica, a partire da una vera e propria immersione nella grande Storia, in quegli eventi che hanno lasciato un’impronta indelebile sulle generazioni presenti e passate. Per esempio, TAVOLA TAVOLA, CHIODO CHIODO interpretato da Lino Musella o l’AUTORITRATTO di e con Davide Enia, che ha metaforicamente inizio il 23 maggio 1992, giorno della strage di Capaci. Anche la tecnologia segna un prima e un dopo: è il caso de LAPOCALISSE scritto da Makkox – al secolo Marco D’Ambrosio – per Valerio Aprea. MEIN KAMPF, di Stefano Massini, fa riflettere invece su un fatto avvenuto nel 2016, quando la Germania torna a pubblicare il libro manifesto di Hitler. Sempre Massini firma poi MATTEOTTI, con Ottavia Piccolo.
Luogo sicuro, campo di battaglia, scacchiera, il posto dove custodire il futuro: è l’Amore. Molte storie in Circuito scrutano così fra le pieghe di sentimenti felici, naufragati, reali o utopici. Da SECONDO LEI, opera prima di Caterina Guzzanti, a SCENE DA UN MATRIMONIO con Fausto Cabra e Sara Lazzaro, da PARLAMI COME LA PIOGGIA di Tennessee Williams con Valentina Picello e Francesco Sferrazza Papa, a L’ANATRA ALL’ARANCIA con Emilio Solfrizzi e Carlotta Natoli.
Fra i grandi nomi in regione: Silvio Orlando (in CIARLATANI, esilarante testo di Pablo Remón); la coppia Nuzzo – Di Biase, in scena con un travolgente DELIRIO A DUE; Carrozzeria Orfeo, con la nuova produzione SALVEREMO IL MONDO PRIMA DELL’ALBA. E infine, il debutto di Paolo Genovese come regista teatrale di PERFETTI SCONOSCIUTI, adattamento dell’omonimo film campione d’incassi.
Per la sezione classici, si va dall’EDIPO RE di Andrea De Rosa all’ultima grande opera di Cechov IL GIARDINO DEI CILIEGI, per la regia di Leonardo Lidi. Spazio anche ad alcuni tra i più grandi maestri del ‘900, come Giovanni Testori e la sua MARIA BRASCA, Eduardo De Filippo con NATALE IN CASA CUPIELLO e I RAGAZZI IRRESISTIBILI di Neil Simon. Torna anche quest’anno, poi, uno degli spettacoli più popolari degli anni ’70, COPPIA APERTA QUASI SPALANCATA di Dario Fo e Franca Rame. Si vola dapprima in Francia con LE SERVE di Jean Genet diretto da Veronica Cruciani, dopodiché nella Spagna immaginifica di fine ‘700 con il DON GIOVANNI diretto da Arturo Cirillo.
Sul versante delle trasposizioni e delle riscritture si inseriscono alcuni spettacoli tratti da romanzi e best-seller, come IL SOGNO DI UNA COSA, prima fatica di Pier Paolo Pasolini, OLIVA DENARO di Viola Ardone o LA FEROCIA di Nicola Lagioia, premio Strega 2014. MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITÀ, il perfido e irresistibile catalogo dell’allegria di vivere composto da Francesco Piccolo arriva a teatro con la speciale partecipazione di Pif. Ad attingere a podcast sono infine IO ERO IL MILANESE di Mauro Pescio e l’irriverente NON HANNO UN AMICO di Luca Bizzarri.
Non manca un’attenzione specifica ai nuovi linguaggi e alla drammaturgia contemporanea, a partire da Francesca Sarteanesi, impegnata nello spettacolo ALMENO NEVICASSE (preceduto da un laboratorio). Tindaro Granata torna invece con il suo ANTROPOLAROID, mentre BIG IN KOREA – a firma dei Maniaci d’Amore – viene portato in scena da Tommaso Bianco e Maurizio Sguotti. In Circuito anche AFÀNISI , vincitore del premio In-Box 2024, testo e regia di Alessandro Paschitto. Dell’Ubu come miglior testo si fregia invece la VIA DEL POPOLO di Salvatore La Ruina. Dal territorio, Mulino d’Amleto (con LA COLLEZIONISTA) e Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, ne LE BACCANTI coprodotte con il Teatro Stabile di Torino. E ancora: Marta Cuscunà, Gli Omini, Teatro delle Ariette.
Con contributi di P. De Pasquale, E. Marchese, M. Spadaro e C. Vinella