Punti di Vista
Ormai dal 2022 Piemonte dal Vivo, in sinergia con la Regione Piemonte e Abbonamento Musei, lavora insieme alla Rete Ecomusei Piemonte per dare vita a un cartellone di eventi site-specific che si integrano perfettamente con gli spazi degli ecomusei, offrendo un’esperienza che va oltre la semplice performance teatrale. Il progetto è concepito e sviluppato in maniera condivisa dalle istituzioni, con l’obiettivo di stimolare la partecipazione attiva delle comunità locali e per sensibilizzare i cittadini nei confronti degli ecomusei da intendere come strumenti culturali di riconoscimento dei valori e della storia di un territorio, di cura e rigenerazione di luoghi per favorire la trasmissione di saperi tradizionali e di progetti innovativi in particolare alle nuove generazioni.
Al via così il 16 giugno la terza edizione di Ecomusei Palcoscenico Naturale, con oltre 20 spettacoli fino a novembre pensati per valorizzare le peculiarità dei singoli ecomusei piemontesi, creando un ponte tra patrimonio culturale e spettacolo dal vivo.

Ecomusei Palcoscenico Naturale è dunque un progetto condiviso tra Regione Piemonte, Piemonte dal Vivo e Abbonamento Musei, insieme alla Rete degli Ecomusei, per sensibilizzare i cittadini nei confronti degli ecomusei come patrimonio artistico condiviso, strumenti culturali di riconoscimento dei valori e della storia di un territorio, di cura e rigenerazione di luoghi per favorire la partecipazione e la trasmissione di saperi e di progetti innovativi, in particolare alle nuove generazioni. Gli Ecomusei rappresentano il patrimonio culturale vivente di un territorio che si esprime sia mediante le testimonianze della cultura materiale come chiese, castelli, borghi, mulini, fornaci, cave, miniere, collezioni e dipinti, sia attraverso il patrimonio immateriale, come canti, danze, feste, racconti popolari, dialetti, tecniche locali, tradizioni religiose e ricreative, consuetudini e capacità manuali, da offrire al pubblico di interessati e visitatori.

In Piemonte gli ecomusei che partecipano al progetto per l’annualità 2024 sono 29:
l’Ecomuseo di Cascina Moglioni (AL), l’Ecomuseo dei Sette Ricordi (AL), l’Ecomuseo della Pietra da Cantoni (AL), l’Ecomuseo della Pietra e della Calce di Visone (AL), l’Ecomuseo Basso Monferrato Astigiano (AT), l’Ecomuseo del Biellese (BI), l’Ecomuseo dei Certosini nella Valle Pesio (CN), l’Ecomuseo dei Terrazzamenti e della Vite (CN), l’Ecomuseo Terra del Castelmagno (CN), l’Ecomuseo del Marmo di Frabosa Soprana (CN), l’Ecomuseo della Pastorizia (CN), l’Ecomuseo della Resistenza “Il Codirosso” (CN), l’Ecomuseo della Segale (CN), l’Ecomuseo delle Rocche del Roero (CN), l’Ecomuseo dell’Alta Valle Maira (CN), l’Ecomuseo del Lago d’Orta e del Mottarone (NO), l’Ecomuseo Anfiteatro Morenico di Ivrea (TO), l’Ecomuseo Colombano Romean (TO), l’Ecomuseo del Freidano (TO), l’Ecomuseo delle Miniere e della Val Germanasca (TO), l’Ecomuseo delle Terre al Confine (TO), l’Ecomuseo dell’Alta Val Sangone (TO), l’Ecomuseo dell’Argilla – MUNLAB (TO), l’Ecomuseo Sogno di Luce “Alessandro Cruto” (TO), l’Ecomuseo Villaggio Leumann (TO), l’Ecomuseo “Ed Leuzerie e di Scherpelit” (VB), l’Ecomuseo del Granito di Montorfano (VB), l’Ecomuseo della Valsesia (VC) e l’Ecomuseo delle Terre d’Acqua (VC).
ABSTRACT della relazione
“L’ecomuseo è una pratica partecipativa per la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, elaborata dalle comunità locali […] nella prospettiva dello sviluppo sostenibile.” È quanto si legge nella Carta di Catania, documento redatto nel 2007 a margine del Convegno Ecomuseum Days: Towards a New Cultural Offer for the Sustainable Development of the Territory.
Gli enti locali italiani riconoscono e promuovono oggi tali realtà quali strumenti culturali di interesse generale e di utilità sociale, volti a recuperare, conservare, valorizzare e trasmettere l’identità e il patrimonio ambientale di un territorio omogeneo, attraverso il coinvolgimento delle comunità locali in tutte le loro componenti. Gli ecomusei possono quindi essere considerati – parafrasando lo scrittore e alpinista Enrico Camanni – come il “ripensamento partecipativo” di un luogo, depositario della memoria di un gruppo umano. Un’equazione che li rende ontologicamente vicini allo spazio teatrale nella sua intima essenza.
Ed è proprio a questo incrocio che si innesta il progetto “Ecomusei Palcoscenico Naturale”: un sistema aperto alle esperienze locali e artistiche, con un ricco cartellone di eventi, per lo più legati all’estetica del teatro sociale e di comunità. Spazi culturali e forme di rappresentazione in equilibrio con la vera natura del territorio si incontrano così al di là della rappresentazione ordinaria (fruita in modo frontale), stimolando invece la partecipazione attiva e l’immersione delle persone.
Pertanto il contributo, partendo da un adeguato quadro teorico con approccio interdisciplinare (tenendo debito conto delle ricerche di Lucio Gambi sul paesaggio e di quelle di John C. Green in materia di psicogeografia), si proporrà innanzitutto di chiarire lo statuto attuale degli Ecomusei nel contesto italiano, indagando poi – grazie a rassegna stampa e testimonianze orali – il case-study piemontese.
Con contributi di P. De Pasquale, E. Marchese, M. Spadaro e C. Vinella